
La caduta dei capelli
Ciascun individuo possiede all’incirca 100.000 capelli, con una forbice che può andare dagli 80.000 fino ai 150.000. Perdere i capelli è un fenomeno normale perché è una fase obbligata nel ciclo fisiologico della vita del capello. Quando però i capelli caduti non sono sostituiti da capelli nuovi, oppure quando il numero dei capelli che cadono quotidianamente è abbondante e continua, tanto da far supporre un problema di telogen effluvium.
Il numero di capelli che cadono giornalmente viene considerato normale se è intorno al centinaio, ma il dato è molto variabile soggettivamente, perché ci sono persone che ne perdono anche di più senza soffrire di diradamento, semplicemente perché il ricambio capillare è molto veloce.
Da che cosa è regolata la quotidiana perdita di capelli
Una serie di fattori, anche coesistenti può determinare alcune variazioni nella caduta dei capelli, pur non sfociando in una situazione patologica. Le donne, ad esempio, risentono della presenza ciclica di alcuni ormoni, che determinano oscillazioni nella caduta dei capelli. Anche le stagioni influenzano il numero di capelli caduti quotidianamente: in autunno si assiste ad una caduta più massiccia, ricordo atavico della formazione della pelliccia invernale. Addirittura la sollecitazione meccanica del lavarsi i capelli induce a caduta i capelli giunti in fase telogen, fatto che comunque viene bilanciato dalla crescita normale e non influenza lo stato di diradamento o calvizie.
Si comincia a parlare di effluvio telogenetico (telogen effluvium) quindi solo quando il capello caduto non viene sostituito in tempi normali con uno nuovo e vitale; in altre parole, perciò, quando la fase di caduta dura più a lungo del normale.
In una persona sana, che non soffre di calvizie e di diradamento, i capelli che si trovano nella fase di caduta (telogen) sono appena uno o due su dieci. La situazione diventa preoccupante quando la percentuale sale al 40%.
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