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Calvizie

Calvizie maschile

Parlando di calvizie maschile si intende in genere la forma più comune: l’alopecia androgenetica.

i primi segnali di questa malattia dei follicoli piliferi si manifestano in modo graduale e lentamente, tanto che non sempre ci si accorge subito di soffrire di eccessivo diradamento, oppure di ritenere che sia una fase passeggera.

Come si manifesta la calvizie maschile

L’azione del DHT (diidrotestosteroone) provoca una miniaturizzazione dei follicoli e dei capelli, che dapprima non diminuiscono realmente di numero, ma diventano molto più sottili e la radice sempre più superficiale. La calvizie maschile poi si manifesta con un progressivo cambio nella pigmentazione dei capelli, all’interno dei quali cessa anche la produzione di pigmenti (melanina), quindi anche se ci sono, l’impressione è di un forte diradamento.

Progressivamente si nota un accorciamento della fase di crescita, la fase anagen, che porta come conseguenza un accorciamento della lunghezza massima del capello e una forte caduta, confusa con il telogen effluvium, che invece è una situazione temporanea.

La massiccia caduta, l’aspetto sottile e privo di colore dei capelli e l’incapacità di produrre capelli più lunghi di un normale pelo danno il tipico aspetto diradato del cuoio capelluto, sintomo della calvizie maschile.

La calvizie maschile: il vellus

Questi sintomi, insieme, possono provocare anche pruriti e rossori, segno di infiammazione. Questo non fa altro che aumentare la progressione della calvizie maschile, favorendo la morte del follicolo. In questa fase i capelli sono simili a quelli di un neonato, sottili depigmentati e corti, definiti con il termine vellus.

La successiva fase della calvizie maschile è il diradamento vero e proprio con la morte del follicolo che determina l’alopecia androgenetica.

La calvizie maschile: due anni per manifestarsi

La calvizie maschile che segue questa progressione (alopecia androgenetica) impiega circa un paio d’anni per conclamarsi, ma non sempre si fa qualcosa per arrestare la caduta dei capelli e favorire la ricrescita. La calvizie maschile inizia a manifestarsi in modo subdolo intorno ai 18 anni, con la piena maturazione sessuale, e dopo i 20 si può parlare di vera alopecia androgenetica, che segue una progressione dalle tempie e dal vertice del capo, secondo la classificazione di Hamilton – Norwood.

Link utili:Rimedi per la calvizie

 

 
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