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Dieta e capelli

È innegabile che la salute dei capelli ha una certa relazione con la dieta e le abitudini alimentari. In molti casi di caduta e diradamento dei capelli, nell’indagine delle cause, vanno presi in considerazione gli stili alimentari del paziente.

Anche se non “guarisce” dalla calvizie, un corretto apporto alimentare garantisce il mantenimento della situazione, o comunque elimina la dieta dalle possibili cause di diradamento dei capelli.

Le sostanze che devono essere quotidianamente assunte per soddisfare il fabbisogno giornaliero comprendono aminoacidi, vitamine e sali minerali.

Gli aminoacidi e la salute dei capelli

Tra i principali componenti dei capelli figurano le proteine, con percentuali che possono toccare anche il 90%. La cheratina stessa è infatti una proteina solida, e per la restante parte i capelli sono formati da acqua, lipidi, oligoelemnti e melanina (pigmenti). Il cibo rappresenta dunque la fonte primaria di tali sostanze, di cui il follicolo abbisogna per produrre un capello sano.

La cheratina dei capelli è composta da cistina e lisina, due amminoacidi essenziali che si trovano nella carne (e nel fegato in particolare), nel pesce, e in alcune verdure. È consigliabile dunque consumare due porzioni alla settimana di questi alimenti alternativamente (carni bianche, rosse, pesce…), in modo da fornire il corretto apporto di amminoacidi ed evitare di impoverire i capelli rendendoli secchi, sfibrati, sottili e fragili.

L’importanza degli zuccheri

Per una dieta equilibrata e di conseguenza per raggiungere un benessere dell’organismo è bene assumere giornalmente una giusta quantità di zuccheri. Da preferire sono quelli integrali, o comunque è bene evitare le fonti di zuccheri raffinati, come i dolciumi. Via libera a pane, pasta, cereali, meglio se integrali e anche ricchi di fibre.

Moderazione invece sul fronte grassi, mentre frutta e verdura fresche restano la migliore fonte di vitamine almeno una volta al giorno.

I minerali

Fondamentale per la sintesi dell’emoglobina del sangue e per l’ossigenazione dei tessuti è l’assunzione di ferro. Altri minerali importanti per la bellezza dei capelli sono zinco, magnesio e rame. Quest’ultimo, poi, ha un ruolo chiave nel colore del capello, perché partecipa al processo di elaborazione della melanina.

 

A tavola sempre le stesse cose

Non è un problema che tocca particolarmente l’italiano medio, visto che secondo alcune ricerche è stato rilevato che sulla nostra tavola compaiono in modo abbastanza equilibrato tutti i nutrienti essenziali. Ma il rischio della monotonia nella dieta è concreto se si dà troppo ascolto ai gusti personali, in particolare i bambini o gli anziani, che vorrebbero in tavola solamente i cibi preferiti, a scapito di alcune sostanze nutritive.

Altrettanto è importante rivolgersi ad uno specialista per perdere peso e non inventare da sé la dieta e il piano alimentare, magari copiato da qualche rivista. Il rischio di alcune carenze in questi casi è concreto e le conseguenze non si notano solo a livello della bellezza della chioma!

 

Il rischio di una dieta povera di proteine

La carenza di proteine sui capelli si manifesta sotto forma di secchezza, fragilità del fusto del capello e riduzione del suo diametro, fatti che portano i capelli ad un indebolimento tale che ad ogni passata di pettine ne restano impigliati un buon numero, spezzati.

Anche la scarsezza di oligoelementi e vitamine causa una eccessiva caduta dei capelli, fatto comunque facilmente reversibile con una tempestiva integrazione dietologica.

Il capello e la ghiandola sebacea

Il capello è in sostanza un annesso di un apparato più vasto, chiamato pilosebaceo, che ha radice nell’epidermide.

Accanto al follicolo pilifero si trova la ghiandola sebacea, piccolo organo cutaneo deputato alla produzione di una sostanza grassa chiamata sebo.

L’aspetto unto e lucido dei capelli è dovuto per la maggior parte da questa sostanza acida di ph medio 3.5, che ha come componenti principali trigliceridi (grassi), acidi grassi liberi e cere.

Il sebo. A che serve

La produzione di sebo avviene su tutta la superficie cutanea umana (e dei mammiferi) ad opera delle ghiandole sebacee distribuite nell’epidermide. La funzione di questa sostanza è principalmente di difesa della cute. Unitamente al sudore, il sebo crea il cosiddetto film idrolipidico necessario per mantenere la morbidezza della pelle e difenderla da vento, freddo e agenti chimici (anche i saponi) e batterici. Per il cuoio capelluto la sua azione è evidente a livello protettivo anche dei capelli, che vengono lubrificati e impermeabilizzati da questa sostanza man mano che vengono prodotti dal follicolo.

Pare che la ghiandola sebacea non sia in grado di modificare la quantità di sebo prodotta, quindi nessun tipo di detergente sembrerebbe influire. Eppure, impiegando shampoo aggressivi si ha l’impressione che i capelli si ungano più in fretta: questo potrebbe essere dovuto alla modificazione della tensione superficiale tra le cuticole del capello, che favorisce la migrazione del sebo prodotto nella lunghezza del capello, unita allo sfregamento dato dalle dita e dal pettine.

Capelli “grassi”

Alcune persone definiscono grassi i capelli che tendono ad ungersi più velocemente del normale. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, nella maggioranza di queste persone non si nota una maggiore produzione di sebo, ma semplicemente una diversa composizione chimica dello stesso, che appare più fluido, quindi in grado di migrare più facilmente lungo il capello. Toccare continuamente i capelli, pettinarli spesso e portare berretti o caschi favorisce l’untuosità dei capelli.

Per tutte le persone, la produzione totale di sebo in 24 ore è di circa 650-700 mg. Il film idrolipidico eliminato con lo shampoo viene quindi ripristinato in circa 3-6 ore.

Il sebo e l’età

La produzione sebacea non è uguale per tutte le età della vita umana. Infatti le ghiandole sono particolarmente attive durante la fase fetale per poi ridurre drasticamente la produzione fino ai 10 anni circa.

Infatti le ghiandole sebacee subiscono l’influenza degli ormoni androgeni di origine gonadica e surrenalica, che nell’infanzia sono sopiti.

La produzione di sebo poi diminuisce gradualmente per l’uomo intorno ai 70 anni, mentre per la donna si nota un arresto piuttosto brusco in concomitanza con la menopausa.

 

Il colore dei capelli

Nell’epidermide, precisamente nella parte superiore delle papille dermiche, sono presenti alcune cellule, chiamati melanociti, che hanno la particolare funzione di produzione della melanina, che è la sostanza che determina il colore dei capelli, in altre parole il pigmento vero e proprio.

Esistono solo bruni e rossi

Anche se comunemente si possono vedere innumerevoli sfumature di colore dal biondo al nero, in realtà la melanina può essere essenzialmente di due tipi, le eumelanine e le feumelanine, l’una che origina i capelli scuri, cioè marroni e neri, l’altra i capelli rossi, fenomeno chiamato rutilismo. I capelli biondi, in realtà, altro non sono che il frutto di una scarsa produzione di melanina da parte dei melanociti. Le persone con i capelli rossi sono decisamente in minoranza: addirittura solamente l’1% della popolazione. La percentuale sale eccezionalmente in Scozia, dove il fenomeno del rutilismo (individui con capelli rossi) raggiunge il 10%.

Un fenomeno molto raro, chiamato eterocromia, è poi una bizzarra situazione mista. In altre parole, lo stesso individuo è in tali casi dotato di entrambi i tipi di melanociti, e quindi produce capelli di colore diverso.

I capelli bianchi

I primi cominciano ad apparire mediamente intorno ai 35 anni. I capelli bianchi sono parte di un fenomeno fisiologico, la canizie, che è dovuto ad una progressiva riduzione dell’attività dei melanociti, che non producono più il pigmento dei capelli, la melanina.

La progressione della canizie segue uno schema simile per tutti gli individui: ad imbiancarsi per prime sono le tempie, seguite in modo progressivo dalla sommità del capo (vertice).

La canizie tuttavia ha diffusione e progressione piuttosto soggettiva, e non sono rari i casi di comparsa dei primi capelli bianchi intorno ai 20 anni (canizie precoce), soprattutto per cause ereditarie. Attenzione però: i capelli bianchi possono essere anche un importante indice di malattie autoimmuni.

 

 
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